La prima scuola di tarantella era gestita da… un prete!

by Tullia Conte

La domanda su quale sia stata la “prima scuola di tarantella” può sembrare semplice, ma richiede una riflessione più profonda sulla definizione stessa di “tarantella” (e “scuola”). Per convenzione, possiamo definire “tarantella” come un insieme di danze tradizionali del Sud Italia, caratterizzate da ritmi vivaci e accompagnamenti musicali specifici.

È fondamentale notare che il termine “tarantella” non viene mai utilizzato in modo generico dai danzatori. Parlando di “tarantella calabrese”, ad esempio, si rischia di semplificare e ridurre la ricca diversità di danze presenti in una sola regione. Ogni variante di tarantella è intrinsecamente legata a un contesto culturale e geografico specifico, piuttosto che a una categoria amministrativa unitaria (Dell’Umbria, 2015). Questo rende impossibile identificare una “prima scuola” che rappresenti tutto il panorama della tarantella.

Tuttavia, se volessimo esplorare pratiche di danza che contengono il nome “tarantella”, potremmo fare riferimento al Carnevale di Montemarano. Questa tradizione, ancora viva e tramandata di generazione in generazione, è documentata nell’archivio parrocchiale della Cattedrale S. Maria Assunta di Montemarano. Nei registri del 1793-1794 si attesta che Don Pasquale Toni, canonico dell’epoca, organizzava “pubblici balli” a casa sua durante il Carnevale. “Capoballanno con uomini e donne, e lo stesso ha fatto anche in seguito fuori dal Carnevale, nei giorni festivi e solenni, con scandalo di tutta la gente radunata in casa sua”: Don Pasquale guidava uomini e donne, continuando a farlo anche al di fuori del Carnevale in occasioni festive.

Nell’epoca contemporanea, il Carnevale a Montemarano si trasforma in un corteo festante di maschere che sfilano per le strade del borgo, danzando sulla melodia della Tarantella Montemaranese. Questo evento è disciplinato da una figura nota come “Caporabballo”, che gestisce le danze e coordina i festeggiamenti.

ITALY – JUNE 15: American Actress Raquel Welch And Italian Actor Marcello Mastroianni Dancing The Tarantella In Rome In June 1966 . (Photo by Keystone-France/Gamma-Keystone via Getty Images)

In molte altre località, come Capri, Ischia, Sorrento, ma anche in altre regioni, vi erano all’inizio del ‘900 gruppi dedicati alla creazione e diffusione di balli folklorici. Potrei continuare, citando tanti episodi nel corso della storia che hanno avuto come protagonisti i passi della danza tradizionale del Sud: nemmeno l’esplorazione artistica è cosa recente (vedi Emma Hamilton, ad es.).

La ricerca di una “prima scuola di tarantella” non ha una risposta univoca e definitiva, ma apre a un’esplorazione della ricca diversità culturale e delle tradizioni locali. La tarantella non è solo una danza, ma un patrimonio culturale che si è evoluto nel tempo, intrecciando storia, comunità e passione. È una danza di comunità, e il suo valore risiede nella partecipazione collettiva. Solo quando siamo insieme, danzando e celebrando, possiamo veramente onorare questa straordinaria tradizione.

Folk Dance Festival (Long Beach Auditorium), 03 November 1951. Bill and Petra Wright, Myrtle & Ormond (Hap) Reynolds, doing Cecilian tarantella. (Photo by Los Angeles Examiner/USC Libraries/Corbis via Getty Images)

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